Perché la parola è vento, principio primo dell'essere, scintilla dell'infinito

martedì 19 agosto 2014

Poi ci si chiede il perché...



Ci sono persone alle quali sembra impossibile che esistano individui che scelgono di non partecipare ai social network. Questi reietti un po' vengono considerati antiquati, non tecnologici, non al passo con la moda e con i tempi che corrono, un po' vengono considerati sfigati e introversi, insomma, gente che non apprezza le nuove forme di comunicazione.
Premesso che a me piace sperimentare un po' di tutto e che non mi permetto di giudicare nessuno, posso però tranquillamente esprimere la mia opinione in merito all'uso di certi strumenti e alle attitudini individuali. Partendo dal presupposto che anche nella vita reale ho chiamato "amico" davvero un numero risicato di persone e non tutti quelli che conosco, per i quali la nostra splendida lingua ha coniato il termine, per l'appunto, di "conoscenti", diciamo che nel breve periodo in cui ho sperimentato uno dei social più famosi e diffusi, Facebook, ho continuato a tenere la stessa linea.
A un certo punto però, la cosa è sfuggita al mio controllo e mi sono ritrovata tra gli "amici" un sacco di gente che conoscevo, con la quale avevo avuto a che fare, ma che proprio amica non era. Arrivata all'allarmante numero di 39 persone, ho cominciato a provare una certa ansia. Va bene i parenti lontani, i cugini che non vedi sempre, ma se con i compagni del liceo e con altri compaesani ti sei perso di vista, forse un motivo ci sarà. 
L'ansia cresceva. Per quel che attiene alla mia sensibilità, trovavo lo strumento futile e anche piuttosto superficiale. Postavo raramente e molte volte i link di questo blog. Quasi nessuno dei miei contatti credo sia passato da qui, erano troppo impegnati a farsi foto in bagno e a pubblicare frasi scopiazzate in giro. Mai una discussione seria, mai un sano cazzeggio. Il vuoto. A me, credetemi, il vuoto crea molta più ansia del pieno e del caos.
Ho provato con tutta la buona volontà a parlare il linguaggio di quelli che stavano lassù, ma io, dalla mia caverna in basso, non comprendevo la sommità della montagna, per me impraticabile, e così mi sono rassegnata a una triste vita da eremita. Ho deciso che mi si addiceva di più la scrittura su queste pagine di vento che all'epoca erano frequentate si e no da due persone, ma che m'importa? Meglio due che vengono qui perché interessate, che la compagna del liceo da sempre invidiosa che ti cancella dalle amicizie quando scopre che sei fidanzata e lei no. Lo dicevo io che se per anni non ci siamo cagate di striscio considerate un motivo doveva esserci!
Insomma, a un certo punto, armi e bagagli, saluto tutti e chiudo la mia esperienza social, con una toccata e fuga anche su Twitter, dopo una serie di incomprensioni con il Cigno. Non c'è nulla da fare, ognuno ha i suoi canali di comunicazione preferiti e che gli sono più congeniali, è inutile percorrere strade che non senti tue.
L'ansia era scomparsa, con il Cigno ci eravamo chiariti, il mio blog prosperava in semi solitudine, nel frattempo c'era stato l'intermezzo splinderiano che mi ha lasciato una notevole malinconia e che ancor oggi considero il tempo delle mele della mia vita virtuale, eppure un pericolo gravava nell'aria.
Per esigenze lavorative ho dovuto aprire due account su Facebook. Non a mio nome, Dio me ne scampi!, ma a nome del centro che ho aperto insieme a mia cognata e per il quale lavoro a distanza. La distanza prevede che, oltre ai progetti, le relazioni, l'analisi dei dati e altre amenità, debba occuparmi del virtuale. Così abbiamo un sito, un account su Twitter, una pagina ufficiale e un profilo su Facebook, perché dobbiamo raggiungere quanti più potenziali utenti e donare al mondo la nostra sapienza e conoscenza. Una banale questione di mercato, in sintesi. 
Procedeva abbastanza bene da un anno a questa parte, nessun segno d'ansia all'orizzonte, fino a un'ora fa. Tra le oltre ottocento amicizie che abbiamo racimolato ce n'è una che deve avere problemi a capire cosa sia un tag e il suo corretto utilizzo. Per chi non lo sapesse, il tag è un'etichetta, ne vedete diverse anche sotto ai miei post, che serve a identificare il contenuto di quello che state leggendo. Su Facebook è possibile mettere questa etichetta su post e foto. Ci sono due motivi per mettere un tag: la partecipazione di una persona a quell'evento/foto oppure l'uso scorretto di taggare chiunque per farsi pubblicità.
Il tipo in questione, che si occupa di organizzare eventi con vendite di biglietti, ha la fastidiosa abitudine di postare i suddetti eventi e di aggiungerci tra i tag, attività che non darebbe fastidio più di tanto, se non fosse per il fatto che ogni "mi piace" cliccato sul post dove siamo citati anche noi finisce per inondarmi la casella di posta elettronica all'inverosimile. All'inizio ho rimosso semplicemente i tag (senza richiedere la rimozione a Facebook del post e senza segnalare l'autore come spam), poi mi sono accorta che le notifiche sui "mi piace" continuavano a invadere la posta, così oggi ho deciso di scrivere un breve messaggio al tipo, dandogli del lei, iniziando con "Buongiorno", terminando con "Cordiali Saluti" e mettendo in mezzo "gentilmente" la richiesta di non essere taggati in iniziative che presuppongono una collaborazione che, di fatto, non c'è. Totale: 26 parole.
Forse ho scritto in modo difficile, forse sono stata eccessivamente educata, non lo so. La risposta è stata: "Eliminati dai nostri amici. Non è difficile dai". Evidentemente ho un problema di educazione e tale risposta mi ha lasciato amareggiata, per cui, non paga del trattamento ricevuto ho osato replicare che non comprendevo il senso della polemica, visto che avevo usato un tono gentile, e ho specificato che desiderare di non essere taggati in iniziative a cui non partecipiamo non mi sembrava un reato, ma solo una ragionevole richiesta volta ad evitare un'inutile invasione di notifiche. Ho concluso con un ironico "Non è difficile essere educati e gentili". Totale: 48 parole. Segue risposta: "Non capisco perché invece di stare a scrivere poemi inutili non ti cancelli semplicemente dalle amicizie". 
Ben ti sta, direbbe il kamikaze, ma chi te lo fa fare di perdere tempo con certe persone?. E siccome credo sempre nella ragionevolezza del prossimo, ho pacatamente fatto notare che richiedere il buon uso di certi strumenti non implica la cancellazione dai contatti. Totale: 15 parole. 
Per tutta risposta il tipo mi ha bloccato. Forse mi avrà pure segnalato. Mi è tornata l'ansia.

42 soffi di vento:

  1. L'involuzione della specie va alla grandissima.

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  2. Ale sono d'accordo con Kamikaze...e poi sarà che odio anche Fb, che trovo stupido, non solo per i motivi da te elencati, ma perché non ha senso rinchiudersi nella stessa cerchia, e magari con conoscenze anche irritanti nella vita...taglia corto e cancellati da sto deficiente.

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    1. Se per deficiente intendi il tipo, sì, tanto mi ha cancellato per primo.
      Se per deficiente intendi FB non posso, ma giuro che non scriverò più a nessuno in privato.
      E sì, il kamikaze ha ragione e pure tu.

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  3. Concordo e infatti non frequento certi posti, ovviamente tra l'incomprensione generale... ma dà sempre fastidio avere a che fare con gli insolenti. Per quanto non dovresti essere la sola a cui costui dà fastidio: se lo segnali tu, probabile che non sia la prima a farlo.

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    1. Meglio essere incompresi che farsi violenza a stare in un contesto che non ci appartiene. Tanta aggressività immotivata sinceramente mi fa pensare alla degenerazione della comunicazione. Alla fine l'ho bloccato anch'io e fine della storia.

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  4. Ahahahah, che problemi! Che non ho! Interessantissimo post. Tutto quello di cui ha parlato, per me, è arabo! L'unica cosa che ho afferrato è che lui è scemo.

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    1. Signora, lo sapevo che per lei sarebbe stato noioso e semincomprensibile, per questo ho specificato alcuni passaggi, ma tanto il succo è quello che ha già afferrato lei.

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  5. certo che ne genera di lavoro questo magnifico, immenso mondo del webbe.
    Tu pensa che io avevo aperto un account su facebook, solo per impedire che qualcuno si appropriasse del mio glorioso nome Fracatz ma poi quando mi hanno richiesto anche un numero di cellulare mi son fatto cancellare d'ufficio. Ti rendi conto, ora se ti affretti potresti appropriarti del mio nome ed iniziare a predicare erudendo il bobbolo dal balcone di facebook.
    A proposito, ma chi erano quei due sfiati che ti seguivano nel tuo bel blogghettino?

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    1. Fraticello, lascia perdere FB, tanto resti l'unico inimitabile consulente del web. I primi due commentatori erano persone reali che conoscevo pure troppo bene, poi dopo l'epifania splinderiana siete arrivati voi e il vostro carico di follia, di cui sarò sempre riconoscente ;-)

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    2. denti di squaludus31 agosto 2014 00:38

      splinder...
      sto a diventare vecchio pure io
      e non me l'avevate mica detta 'sta cosa

      vabbè, stante la mia mortalità
      e la mia normale difettosità
      amatemi
      (io ricambierò e già lo faccio)

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    3. Questo nick è geniale! Ti ameremo sempre :D

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    4. Tu sì, ma quello zotico, anzi, zootico di sgrad non mi pensa più...

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    5. Pensi se si chiamava DDT ...

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  6. Ma soprattutto: che fine ha fatto il signor Cigno?!

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    1. Si trova in Africa per diventare "negro", come direbbe lui.

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    2. negritudo is a state of mind

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    3. Ma non era New York?

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    4. di tanto in tanto

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  7. Io lo uso e sto attento a non abusarne. Non posto più le foto dei bimbi e non leggo quasi nulla che non abbia a che fare con lavoro o motivi di interesse (per partecipare ad alcune iniziative musicali o sportive è importante avere un profilo). Nascondo tutti quelli che postano minuto per minuto quello che fanno, centinaia di foto dell'ultimo mojito o taggano a vanvera nelle foto con i gattini. Non in modo seriale, e concedendo sempre delle chance di redimersi ma senza, all'atto di farlo, spiegare nulla a nessuno.
    A meno che non siano amici anche nella vita reale, allora li invito per una birra e glielo dico.
    Finora non ho avuto problemi.
    ad onor del vero conosco un sacco di persone che non usano i social network e vivono felicissimi. Una me la sono anche sposata.

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    1. Ma sì, alla fine non è lo strumento a dover essere demonizzato, ma l'uso idiota che molti ne fanno. Purtroppo per alcuni aspetti lavorativi sembra sia necessario, ma per quanto mi riguarda ne faccio volentieri a meno. Il blog è la terra virtuale che mi appartiene e in cui mi sento a casa. Dei social posso fare a meno.

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  8. Boh, io la "comunicazione" feisbukkiana la detesto, la trovo deprimente, mi mette una tristezza infinita. Secondo me è per gente che non viene cagata da nessuno rella vita reale, a cui nessuno si sogna di chiedere un'opinione o un consiglio, per cui il fatto che qualcuno gli risponda o ne guardi le foto gli pare chissà quale gesto di attenzione. Che tristezza, roba da sfigati ...

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    1. Secondo me ci sono varie motivazioni, per questo, in base alle mie, non ne prendo parte.

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  9. Risposte
    1. Me lo sto chiedendo anche io...

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  10. Ha fatto la fine di tutti quelli dei diminutivi. È sparita nel nulla.

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    1. Avrà i suoi motivi. Io spero sempre che torni.

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    2. Preferirei tornassero il signor Swann, il signor Tommy e il signor animadigomma.

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    3. Ha visto? Il cigno è tornato! Contenta?
      Ma frangetta è ancora in vacanza? Certo che si ammazza proprio di lavoro...

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    4. Frangetta è soltanto pigro, è lì da qualche parte.

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    5. Io Alerina non so nemmeno chi sia. Mi ricordo di un'Alina, bionda francese di origine alsaziana, che però non si depilava. Va be', poco male.

      Purtroppo, non sono in vacanza. Uffa. Stramuffa. Stavo meglio in vacanza a far super passeggiate alpine e non.

      Ciao eh.

      Ma dove lo scrivo che sono io?

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    6. Eccoti! Anche senza firma si capisce che sei tu, frangettino adorato!
      Comunque si vede che sei negato per certe cose, persino la Silvanka ti batte.
      Per mettere il tuo nome basta cliccare su rispondi come e selezionare nome/url. Basta inserire il nome nel campo apposito, dai che ce la fai!

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    7. Noooo, uno peggio di me! Impossibile!

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    8. Frangetta non ci delude mai!

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    9. Bene. Chi delude, allude, elude e illude, di solito.

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    10. Basta richiamarlo all'ordine e arriva.

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    11. Ma ha l'anima di lattice, secondo lei? No, perché io sono allergica.

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    12. a proposito! In una baita in montagna c'era il latticello, che non sapevo cosa fosse, e quindi ho subito voluto provare. Non male, mi andrebbe adesso, ad esempio.

      Stanotte ho sognato che degli orsi bruni mi inseguivano e io mi nascondevo dentro casa ma non riuscivo a chiudere bene la porta. O forse erano orse? Ho sempre preferito le brune.

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    13. No, signora, è tutto rosa e gommoso come le Big Babol. O almeno credo.

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    14. Un roseo porcello, dunque. Col cinghiale dell'altro post, potremmo aprire un salumificio!

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  11. denti di squalo31 agosto 2014 00:34

    ti vi bì <3
    :)
    :***************************************************
    (madò, che «poema» che ho scritto)

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    1. Me too (2 parole)
      ;-) :************

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