Perché la parola è vento, principio primo dell'essere, scintilla dell'infinito

martedì 2 novembre 2010

L'ultimo bacio

Luigi Orengo. Ultimo bacio. Tomba di Maria Francesca Delmas. 1909. Cimitero Monumentale di Staglieno. Genova.

Non seppellite i vostri morti dentro di voi, sotto strati di pelle, aprendo squarci di sangue tra muscoli e ossa. Non seppellite i vostri morti tra le pareti del vostro cuore, spegnendone il battito o costringendolo a suonare lo stesso triste rintocco di campana a lutto.
Marciranno i vostri morti dentro di voi, ne sentirete l'olezzo. Usciranno i vermi dai loro occhi a consumarne la carne. Gli stessi vermi che si nutriranno della vostra, finché vi svuoteranno di tutto, eccetto che della rabbia. E anche quella un giorno vi consumerà, per gli sguardi che avreste potuto dare, per le carezze mancate, per l'amore negato.
Non seppellite i vostri morti dentro di voi, per non morire pur continuando a vivere.
Seppellite i vostri morti sotto cumuli di terra, sotto una grande pietra o ai piedi di un folto albero in un prato assolato battuto dal vento. Seppellite quel che resta di loro nella forma mortale e serbatene soltanto il ricordo. 
Disperdete la rabbia come cenere che scivola tra le dita e ritornate a vivere con altro cuore e altri occhi. Ritornate ad amare. Restituite il sorriso a chi l'avete negato. Apritevi a un nuovo abbraccio.
I morti appartengono alla terra. Il vostro cuore al cielo. Non seppellite un cuore che pulsa nella stretta della terra, non togliete un'ala di luce al cielo.


.

4 soffi di vento:

  1. Disperdete la rabbia come cenere che scivola tra le dita e ritornate a vivere con altro cuore e altri occhi.

    ... Il vostro cuore al cielo.

    ...non togliete un'ala di luce al cielo.


    SI.
    Dio mio che bello LEGGERLO.
    E più ancor SENTIRLO COSI' VERO

    RispondiElimina
  2. Sei una gran fica.

    RispondiElimina
  3. Finalmente un commento di grande spessore...

    RispondiElimina

Soffia qui