Perché la parola è vento, principio primo dell'essere, scintilla dell'infinito

lunedì 11 maggio 2015

Forse il cuore

Edward Burne Jones, Love Among the Ruins. 1894. Oil on canvas. Wightwick Manor, The National Trust, United Kingdom.

Sprofonderà l’odore acre dei tigli
nella notte di pioggia. Sarà vano
il tempo della gioia, la sua furia,
quel suo morso di fulmine che schianta.
Rimane appena aperta l’indolenza,
il ricordo di un gesto, d’una sillaba,
ma come d’un volo lento d’uccelli
fra vapori di nebbia. E ancora attendi,
non so che cosa, mia sperduta; forse
un’ora che decida, che richiami
il principio o la fine: uguale sorte,
ormai. Qui nero il fumo degli incendi
secca ancora la gola. Se lo puoi,
dimentica quel sapore di zolfo
e la paura. Le parole ci stancano,
risalgono da un’acqua lapidata;
forse il cuore ci resta, forse il cuore...

Salvatore Quasimodo, Tutte le poesie

4 soffi di vento:

  1. il cuore no, non l'ho mai apprezzato

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  2. Che bella, non la conoscevo. Ma i tigli non hanno un odore acre: dolciastro, magari, e quasi fastidioso.

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