Perché la parola è vento, principio primo dell'essere, scintilla dell'infinito

martedì 18 novembre 2014

Oggi


Oggi ho avuto un crollo.
Oggi, dopo mesi di miglioramenti, speranza, progetti di futuro, ho realizzato che la realtà è altro e non so se sono disposta a vederla.
Oggi ho pianto con singhiozzi convulsi perché il dolore è devastante e perché mi sono vista negli occhi del mio medico e quegli occhi erano tristi.
Oggi ho mentito a mia madre. Non me la sento di toglierle la serenità di questi mesi.
Oggi ho pensato che mio marito è un pazzo a stare con me e che l'amore fa fare follie.
Oggi ho pensato che un bambino me lo posso scordare e che devo ardentemente pregare Dio di non aver mai bisogno di un ospedale, perché se un piccolo intervento mi ha ridotto a soffrire in un modo straziante, figuriamoci qualcosa di più serio.
Oggi ho avuto paura. Paura del dolore fisico che non smette di irradiarsi.
Oggi ho desiderato che tutto finisse pur di non soffrire.
Oggi non sono in grado di fare pensieri profondi, perché vorrei solo riuscire a dormire e a mangiare, oltre che a parlare.
Oggi un'altra parte di me, l'ennesima, se ne è andata in un posto migliore.
Oggi piango per me, senza consolazione.

37 soffi di vento:

  1. no Ale, non puoi...
    tu piangi pure, però la consolazione ce l'hai ...ne hai tante.
    facciamo che è solo un giorno, questo, ma è appena finito, sei già nel prossimo e poi ancora altri giorni sempre migliori, le risorse ce l' hai...ti abbraccio

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    1. Lo so... è che mi sono cullata nell'illusione di poter guarire e invece no. È come se una parte di me le parole cronica e degenerativa le avesse cancellate e così mi stupisco ancora quando una cosa semplice si complica.
      Poi sì, alla fine prevalgono le risorse, per cui annuncio che ho trovato il modo di mangiare: io e il kamikaze abbiamo litigato per gli omogeneizzati. Lui doveva solo assaggiare e invece se li stava sbafando!

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    2. wow confesso che adoro gli omogenizzati...sono proprio buoni, mi piace il manzo.
      tu sottrai gli omogenizzati, con un diversivo, bacio e freghi ;)

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    3. Che poi qui sono bio, buonissimi e costano pure poco. ^_^

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    4. ma...senti, non voglio farmi i fatti tuoi, però, hai provato anche con una terapia alla Cannabis?

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    5. Non posso, nel mio caso peggiorerebbe la situazione, purtroppo...
      Ieri, per disperazione, mi hanno fatto due volte l'anestesia per vedere se smettevo di sentire dolore. La seconda è durata un quarto d'ora e lo aveva solo parzialmente attenuato.
      L'unica cosa che sta tamponando e per la quale riesco a scrivere qui invece di invocare la mamma è il calore di una lampada a infrarossi, che posso fare solo per 10 minuti tre volte al giorno. In alternativa mi sto ustionando con la doccia bollente. Solo che l'effetto dura poco e distesa peggioro :-(

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    1. Questi abbracci me li prendo tutti... grazie!

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  3. Ale, ci capisco poco, ma ti abbraccio.
    Comunque, se il punto è quello, si vive anche senza partorire bambini.
    Ma se è un desiderio profondo, consola poco. Un marito innamorato è già più efficace :-).
    Ma capisco veramente troppo poco per dirti altro. Se non che non sei una persona comune, resisti. Anche piangendo, resisti e continua a sfruttare quello che hai. Bacetti.

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    1. P.S.: ma quanto è bello quell'albero? Lo hai fatto tu? Bravissima, molto ben scelto.

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    2. No, i bambini non sono il punto, sono una delle tante cose che sarà molto difficile realizzare.
      Il punto è che per quanto mi possa impegnare e per quanti soldi possa metterci, alcune parti di me sono compromesse e non trattabili e questo ha smesso di farmi rabbia, ma mi fa sentire impotente e sconfortata. Ora ho una complicazione del sistema nervoso che mi ha scatenato un dolore così intenso che mi sta devastando... e nessuno sa quando passerà. Credimi, vivo tante limitazioni, ma il dolore fisico è la peggiore.

      Bello, vero, l'albero? L'ho trovato in rete. Rappresenta l'autunno che mi soffia dentro.
      Ti mando un bacio anche io.

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    3. Oh cazzo. Capisco. Cioè non capisco, ma mi sento una cretina. Coraggio coraggio coraggio. W gli omogenizzati almeno stavolta servono a qualcosa. Davanti al dolore fisico e soprattutto a una durata sconosciuta non c'è nulla che tenga. Sono proprio i cromosomi o è una questione ambientale - inquinamento o simili? Ciao, fortissima poeta.

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    4. L'albero è così struggente paradossalmente pieno di vita e ti rappresenta così bene da mozzare il fiato.

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    5. un abbraccio forte, lacrime e la chiudo qui. tag senza parole anche per me
      alerina

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    6. Ma no, Pellegrina, non sentirti una cretina (visto che rima?)! Non potevi sapere anche perché non ne parlo quasi mai, mi concentro sulla parte migliore della vita. Questo blog nel tempo ha raccontato di me quello che non riuscivo a tenermi dentro e lo fa tuttora.
      E sì, l'albero sono proprio io...

      Alerina, se piangi anche tu poi esondano tutti i fiumi! Dai, fra due giorni torno e ti faccio ridere con alcuni post sul kamikaze. Fammi un sorriso, dai...

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  4. Ah, dimenticavo, Pellegrina, trattasi di rogna multifattoriale, in parte genetica, in parte ambientale e in parte frutto di grande sfiga.

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  5. ti abbraccio forte e contro la rogna usiamo la tigna.
    GioVol

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    1. Questa è così bella che me la segno! :***

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    2. Piace anche a me. Resisti! E scrivi, scrivi!

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    3. Domani rientro e potrò deliziarvi con kamikazike novelle. ^_^

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  6. e in mezzo a tutto questo dolore riesci ancora ad essere dolce e carina .... sei proprio speciale!!!
    spero tanto che tu possa star meglio... un bacio leggero e anestetico , buona notte . Elena

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    1. Grazie! Scrivere aiuta molto. Inondatemi di baci anestetici, ché son certo meglio della bottiglia di vetro piena di acqua bollente che mi sto passando sul viso.

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  7. Non so che dire, Ale. Mi unisco a chi ti abbraccia in silenzio. Sperando di non farti male.

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  8. Avevo scritto un commento ma mi sa che non è arrivato.
    Dicevo: non è possibile che mi perda tra le settimane e quando torno ci sia un casino!
    Checcazzo.
    Io ti abbraccio ma con un sacco di parolacce.
    Dai dai dai!

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    1. Ah, tieni Ale: https://attraversocosestrane.wordpress.com/

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    2. Sììììììììììììì, abbracciatemi tuttiiiiiiiiii.
      E grazie per il link, ché mi devo fare gli affari vostri per stare meglio. ;-)

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    3. Guardi, niente di che. L'ennesimo blog sui piselli vaganti. Interessano giusto le contadine.

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    4. Assolutamente sì: parlare e lamentarsi di piselli è catartico.
      Le cose importanti un paio di palle che le metto online.

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    5. Signora!!! Come sa che fare la contadina è la mia passione del momento? Mi son fatta regalare dal kamikaze in anticipo sul Natale una serra (per bambini) completa di sistema di irrigazione. Inizierò con le piante aromatiche, poi con le erbe officinali e infine mi darò alle lattughe. Ai piselli ci arriverò con calma.

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    6. Tipo la Scienza nella serra Clementoni :-P
      Anzi, proprio quella!

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  9. Mah. Provi col pisello odoroso, nel caso.

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    1. Non si attizzi inutilmente. La pianti. Potrebbe vederne di tutti i colori.

      http://www.coltivarefacile.it/wp-content/uploads/2011/09/pisello-odoroso.jpg

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