Perché la parola è vento, principio primo dell'essere, scintilla dell'infinito

martedì 23 luglio 2013

Scene di ordinaria follia -8


Casa Girodiventolin. Interno giorno.


Nel suo angusto lettino, dove ha patito il freddo per tutta la notte (sì, per voi comuni mortali fa caldo, ma per i mortali non comuni fa freddo!), la piccola Ale si sveglia con lo sguardo stravolto. No, non è il solito sguardo stravolto di ogni mattina, quando ricongiungersi al mondo e ai suoi abitanti richiede un po' di tempo e molto silenzio, ché le troppe parole la disturbano e la stordiscono. 
Questa mattina la piccola Ale si alza barcollando, si dirige senza occhiali (praticamente alla cieca) in bagno, si guarda allo specchio e controlla che i suoi capelli siano ancora al loro posto. Poi va in cucina, apre il frigo, tira fuori il vasetto della composta di ciliegie, apre una confezione di gallette di riso e soia, le spezza a metà in modo invero ostile, visto che sono durissime (se avete la dentiera, non mangiatele!), ci spalma la confettura e fa colazione seguendo i diktat del Dr. Sexy. 
Per caso incrocia la fan di Radio Maria (al secolo sua diletta madre) che le dice: "Buongiorno!". In realtà le dice buongiorno ogni mattina e ogni mattina la piccola Ale la ignora, perché se dopo oltre trent'anni, sua madre, colei che l'ha data alla luce, non ha capito che non deve rivolgerle la parola appena sveglia, non c'è speranza che cambi. Il suo diletto padre, invece, col quale condivide tratti somatici e carattere, se la mattina la incrocia, le lancia uno sguardo bieco, che lei prontamente ricambia. In silenzio. Ah, loro sì che si comprendono!
Ma continuiamo la storia. La diletta madre, dopo averle augurato il buongiorno, dolcemente le dice: "Affacciati in cortile, ché il kamikaze vuole salutarti". La piccola Ale, colei che non chiama MAI il suo diletto sposo appena sveglia, perché anche lui ha lo stesso vizietto della di lei genitrice di parlare troppo al mattino, con passo incerto si affaccia in cortile.


Cortile Girodiventolin. Esterno giorno.

"Buongiorno, amore mio!" esordisce l'entusiasta kamikaze in tenuta da imbianchino, già ampiamente ricoperto di schizzi di vernice alla calce. La piccola Ale, sempre senza occhiali, lancia uno sguardo feroce nel punto imprecisato da cui proviene la voce del suo diletto sposo e risponde al dolce saluto così:
"Vi odio tutti. Mi avete detto la data sbagliata: il 30 luglio, in una chiesa diversa, già prenotata per la messa dei catechisti. Il vestito non era quello e anche i capelli non dovevano essere così. Mi avete preso tutti in giro!!! Vi odiooooooooo".
Poi, senza aspettare risposta, torna dentro. In dissolvenza il kamikaze che rassicura: "Però, potrebbe essere un'idea! No, cara suocera, tranquilla, ha avuto solo l'ennesimo incubo sul matrimonio".


Dissolvenza in uscita.

16 soffi di vento:

  1. TU PORTI GLI OCCHIALI?????
    (Povero kamikaze...)

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    1. Certo, una miopia simmetrica su entrambi gli occhi (perché l'essere temperatrice si esplica in ogni parte di me)!

      Il kamikaze è solo all'inizio delle sue sofferenze... ahhahahahahah

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  2. ....e non hai ancora provato la vita matrimoniale !!!!!! :P

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    1. Eh, sempre a incoraggiarmi, vero?

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  3. Ahahahahahah ahahahahahah!

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    1. Noto con piacere che sono due post di fila che la faccio ridere... ;-)

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  4. Potrei essere io, così scorbutica!

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    1. Sa, è l'impatto del risveglio, il mattino, troppa gente che parla... se mi lasciano in pace non succede. Sempre che non abbia avuto gli incubi. Allora fatico a capire se sto ancora sognando o meno... :-P

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    2. M ha ragione, diciamolo. Chi cacchio ha stabilito che ci si debba abbandonare ai convenevoli appena svegli?! La scorsa estate, al mio risveglio, ho salutato per qualche giorno il consorte con questa frase: " Un'altra giornata di merda. Ma che due coglioni!" Lui mi guardava da sotto agli occhiali, scuoteva la testa e riprendeva a leggere.

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    3. ma che quadretto romantico Silvana...

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    4. .....e poi si girava dicendo "ce noia, che barba, che noia che barba......)

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    5. Ma come fa a saperlo?! Esca da sotto il letto!

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    6. Siamo in troppi sotto questo letto, si sappia. Ah, no, io stavo sotto al divano. Meglio che sotto il tappeto, lì si nasconde la polvere.

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  5. in effetti ier sera facea freschetto.
    questo post farebbe bene ad autodistruggersi nel giro di dieci secondi, nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due...bum...scherzetto. erano nove.

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    1. La scorsa notte ho dormito col plaid... e ho detto tutto

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