domenica 22 gennaio 2012

Gli sconosciuti

Giorgio De Chirico, Ettore e Andromaca. 1917. Ferrara. Olio su tela. Collezione privata

Ritratto IV



Lo senti?
Risuona nel vento.

Il tramonto scivola tra le strade e i vicoli, ricamando di oro scuro le pietre antiche dei palazzi di fronte. Piazza di Spagna si estende brulicante di voci, passi e luci sotto il mio sguardo. Malinconico, respiro l'aria fredda della sera e tendo le mie corde sottili, per accordarmi al silenzio. Le sue mani mi sfiorano leggere e un brivido attraversa la mia anima di legno. Una vecchia custodia consunta ai miei piedi, l'interno in velluto ormai logoro, a raccontare storie che non si sentono più.
Li vedo arrampicarsi su per la scalinata di Trinità dei Monti, fermandosi ogni tanto per riprendere fiato. Mi passano accanto senza notarmi, d'altra parte, un vecchio arnese come me passa quasi inosservato, soprattutto quando si ammanta d'ombra nella scala centrale.
Raggiungono lo spiazzo antistante la chiesa e si affacciano a contemplare le prime luci sulla città. Quando l'ultimo raggio di sole affonda nel buio, i loro sguardi si parlano senza voce. Lui l'attira a sé, cingendola dolcemente, lei si abbandona al suo abbraccio, dimentica del rumore intorno.
Chiudono gli occhi, il viso di lui sulla guancia di lei. Chiudono gli occhi e restano lì, immobili, come se all'improvviso tutto il resto non contasse e ci fossero solo loro due, loro due in un abbraccio infinito.
È allora che inizio a vibrare. L'archetto sfrega sulle corde e sprigiona note nell'aria, che si confondono nel caos circostante. La musica avvolge i pensieri, attraversa il tempo che mi separa dai due sconosciuti che si respirano appena sopra di me, pelle a pelle, immersi in un sogno senza nome.
Mi insinuo tra loro e punto dritto al suo cuore. Lei apre gli occhi, stupita, mi riconosce, si volta e dirige lo sguardo verso di me. "Il violino" - la sento sussurrare al suo orecchio - "il violino suona una musica che conosco: il tema di Romeo e Giulietta... di Zeffirelli" - ripete stupita.
E io dispiego le mie note nel vento, come una carezza sul cuore degli amanti e li vedo richiudere gli occhi e abbandonarsi a me, per un tempo indefinito d'attesa. Li vedo stringersi al freddo, trattenuti di baci, sospesi in sorrisi d'argento, senza chiedersi nulla, senza pensare a niente, solo respirarsi vicino.

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14 soffi di vento:

kermitilrospo ha detto...

sarebbe stato comunque un bel post, ma col sonoro è diventato un opera d'arte.

Ilmondoatestaingiù ha detto...

che bello, Ale. Mi ha fatto venire in mente tante cose, fra le quali il desiderio mai sopito di suonare il violino...

Ale ha detto...

@ Kermit: eh sì, il sonoro è veramente veramente speciale ^_^

@testaingiù: lo sai suonare davvero?

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@ale: questa è una storia lunga. Alla fine no, non lo so suonare. Ma mia zia dice di si.....

Tatoski Pisciolanski ha detto...

Bellissimo racconto. Delicato come un respiro prima dell'inizio di qualsisi cosa bella

the pellons' ha detto...

Brava Ale! Bello e stranamente non strappalacrime. Ah, quanti cambiamenti...:-)

Straf ha detto...

ma solo io non riesco a sentire il sonoro? sgrunt.

(che bello leggerti)

un bacio.

Ale sloggata ha detto...

@ testaingiù: e no, eh! Adesso ce lo racconti... lo sanno tutti che sono curiosa!

@ Tatoski: come l'inizio di una cosa bella? Direi che rende perfettamente l'idea ^_^

@ MP: vero? Vero??? Comunque non credere che i racconti strappalacrime verranno archiviati :-P

@Straf: come non si sente?
PS: ora sono a Roma, ma non mi sono dimenticata! Appena torno ti scrivo, un bacione

Max Dejavù ha detto...

Non so... mi hai trasmesso silenzio.. fruscio.. freddo sulla pelle.. sempre molto delicata. smacks

swanndelinfierno ha detto...

era abbastanza semplice

Ale ha detto...

A volte la semplicità uccide

lolita. ha detto...

che bella Ale.
è proprio vero, la musica a volte può entrati dentro,può raggiungere chiunque, in qualsiasi luogo, sfiorandoti proprio nell'intimità, perchè lei è emozione.
E mi viene in mente "Vivo per lei" di Bocelli e Giorgia, non so se la conosci.
Un bacio

fracatz ha detto...

ogni tanto sciaquarsi nel tevere fa bene
ai poeti
(a roma co' 'sto freddo?)

Ale ha detto...

@ Lolita: sì che la conosco ^_^ A volte certa musica fa da colonna sonora ad alcune vite non a caso.

@ Fracatz: quando ci sono stata non faceva così freddo ^_^