Perché la parola è vento, principio primo dell'essere, scintilla dell'infinito

martedì 22 marzo 2011

Ritorno d'ombra

Salvador Dalí. Untitled (Vision of Eternity). 1936-37. Oil on canvas. 207 x 118.1. The Art Institute of Chicago, Chicago, IL, USA.

Ero felice. Qualche giorno fa... o qualche vita fa? Non ricordo. Ero felice. Senza un motivo, senza una valida ragione, nonostante tutto. 
Ero felice tra i boschi e il silenzio, sull'altalena in mezzo a un prato d'erba secca, su uno slittino che correva veloce tra la montagna e un burrone. Ero felice. Nessun dolore, nessun pensiero di buio. Solo tanta luce intorno. 
Ero felice di nulla. Del non avere nulla. Salute, amore, lavoro. Ma dentro di me ero felice lo stesso. Ascoltavo il tempo che scorreva lento tra un raggio di sole e la cima di un albero. Camminavo a lungo... senza sentire il respiro morirmi in gola, senza fatica, con un po' di sforzo, ma sì, leggera... leggera e sorridente, anche del nulla...
Ero felice lo stesso. Una sciocca felicità fatta di niente. Un esserci consapevole e sereno. Ho scritto. Appunti di vita. Sembra non sia accaduto. Però quel quaderno esiste. La matita ha tracciato parole che non erano solo parole... quel quaderno conserva una felicità bambina, pura, solare... quel quaderno non ricorda l'ombra in cui mi trovo adesso...

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1 soffi di vento:

  1. Speriamo sia passeggera.
    Torna subito alla finestra sul mare

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