Perché la parola è vento, principio primo dell'essere, scintilla dell'infinito

domenica 5 dicembre 2010

Come cera


Cera tra le tue dita
morbida da modellare
con l'anima fiera
di chi si arrende al fuoco
solo per liquido senso
solo per sguardo mutare.

.

7 soffi di vento:

  1. =)
    Mi piace.
    E non è affatto ovvio.

    RispondiElimina
  2. ^_^

    Direi proprio di no, non è ovvio...

    RispondiElimina
  3. Se c’è creta...

    Talvolta non ci si pone come lievito per catalizzare la vita dell’altro, per accelerarne le potenzialità, ma ci si pone in veste di manipolatori. È una “tentazione” che colpisce molti di noi; si tenta di manipolare l’altro anziché aiutarlo a crescere nella condivisione... si tenta di condizionarlo, di chiuderlo in un angolo, “plasmarlo” a nostra immagine, anziché aprirgli nuove opzioni... Come dire che, per voler bene, dovremmo cercare di capire (ascoltandolo dall’altro) quale possa essere il “suo” bene e non il nostro; il nostro egoismo da soddisfare ed anche quali possano essere i suoi tempi... (talvolta la strada più lunga è anche la più breve perché è per l’altro l’unica strada possibile, sostenibile, praticabile, quella che lo porta a maturare una scelta, un mutamento).
    Talvolta è importante che si “induca” una persona ad intraprendere la traversata... E stimolarla a servirsi di noi per compierla e poi, a traversata compiuta, ritirarsi... incoraggiandola a fabbricarsi da sola nuovi ponti, nuove mete, cercando di capire cosa l’altro vorrebbe essere o diventare, quel qualcosa che è spesso chiuso dentro di noi e che va liberato, fatto uscire... E naturalmente senza incaponirci a voler cambiare qualcuno totalmente inadatto al cambiamento o senza potenzialità, cercando di comprendere se, come dire, ci sia davvero creta...

    RispondiElimina
  4. Noi siamo quasi sempre molto più di ciò che siamo o di ciò che ci hanno fatto credere di essere... Ed invece si è “niente” solo se si pensa davvero di essere quel niente...
    Per plasmare creativamente la creta (se c’è creta, potenzialità) ci vuole un soffio d’amore, un soffio d’anima; per plasmare ci vuole amore, se no si plasma a modo proprio e non rispondendo alle vere mete dell’altro; forse solo l’amore crea, plasma, accelera qualcosa in noi, è lievito... e ci riconduce dolcemente a noi stessi, a ciò che possiamo essere, riportandoci alla nostra unicità e, talvolta, alla nostra bellezza originaria. Due persone possono crescere insieme senza che uno dei due debba essere schiacciato per permettere all’altro di restare forte (o di sembrarlo).
    Talvolta possiamo davvero divenire catalizzatori di qualcosa che sonnecchia in un’altra persona, per agevolare che diventi “ciò che è”, ma solo se sappiamo abbattere dolcemente il muro dietro il quale quella persona sta tremando. Talvolta quella persona erige muri solidi perché combatte proprio contro ciò di cui ha più bisogno. Talvolta per divenire fermento, lievito, capita di dover rinunciare a vivere qualcosa di importante con quella persona, sopratutto se quella persona rappresenta per noi ciò che più di tutto ci porta vicino alla vita, a Dio... e persino quando ci si sente vicino a quella persona più che a qualunque altra cosa al mondo...

    RispondiElimina
  5. Un investimento nel voler vivere appieno la vita NONOSTANTE TUTTO è un investimento nel cambiamento, nello sperimentarsi, nel rischiare… che è poi la vera e unica chiave del cambiamento... aiutando l’altro a riprendere a volare nel suo vento, amandolo indipendentemente da tutto, imparando ad amarlo senza volere nulla in cambio, ascoltando la sua voce che magari dice “cercami, sviluppami, condividimi” e permettere così a quella persona di nascere veramente, interamente, compiutamente...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mmm, che bel metodo. Su di me avrebbe l'effetto opposto. Per i più, invece, immagino che funzionerebbe.

      Elimina
  6. Tutto questo non merita un commento... merita un post... il prossimo post ^_^

    RispondiElimina

Soffia qui