Perché la parola è vento, principio primo dell'essere, scintilla dell'infinito

martedì 28 settembre 2010

Smetto domani

Le pagine scivolano una dietro l'altra dapprima lente, poi sempre più vorticose, senza poter staccare cuore e mente dalle emozioni vive, graffianti, intense, che animano il mondo di Norma e Arianna. 
Sono sempre stata convinta che non siamo noi a scegliere di leggere, ma siano i libri che ci chiedono di essere letti. Ogni volta sperimento la poesia di questo incantesimo. Ogni volta parti di me trovano risposte nelle parole che altri hanno scritto e che mi sono giunte per le vie che solo il destino conosce. 
Ho provato il brivido, la fitta al cuore, la risata fino alle lacrime, la commozione, la pena, il dolore della perdita. Quando un libro smuove dentro di te sentimenti così vividi e risponde a domande che temevi di porti... allora quel libro è un libro che ti chiama e tu lo devi leggere...



Sai, esiste un dolore che non fa più male perché è tutto, che non dà tregua perché si ripete identico ogni volta che ricomincio a scavare, che non chiede mai di essere liberato da se stesso perché rappresenta il centro intorno a cui questo maledetto universo di battute continua a girare, ma è pur sempre lo stesso dolore che si scopre inerme davanti alla mia voglia di venirti a cercare di cui niente e nessuno riesce mai ad avere ragione. Per questo, come vedi, nonostante tutto, ancora una volta sono qui.


Erba e Sara, Smetto domani

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15 soffi di vento:

  1. Il libro ancora non lo conosco, ma mi colpisce la visione che sta sotto al tuo sentire.

    Coincidenza perfetta.
    Pure io da sempre la penso cosi. Tu entri in libreria in punta di piedi e attendi che sia un libro a chiamarti...
    basta ascoltare...
    Nel brusio arriverà il momento che ci sarà un richiamo inconfondibile, a cui non si potrà dire di no. Basterà attendere, avere pazienza. Dagli scaffali e dai ripiani, uscirà la voce del libro che ci attende da tempo immmorabile oppure solo da un mese. A quel punto la magia seguirà il suo corso, il libro ci salterà fra le mani come un gattino spaurito trovato per strada...
    Noi fingeremo stupore, l'accarezzeremo fingendo ancora esitazione... ma rapidamente ci avvieremo alla cassa, pagheremo con un senso di tripudio ben dissimulato in viso.
    E quando usciremo fuori, all'aria aperta, improvvisa ci prenderà la voglia di correre, o di cantare, Di farci baciare dal sole e di scappare in un angolo davanti al mare per stare a contemplare quel nuovo compagno della nostra vita.
    Solo noi lo sapremo.
    Nulla è per caso.
    Quel libro apparteneva da sempre alla nostra vita

    E gli apparterrà.

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  2. O è la nostra vita che apparterrà a lui?

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  3. ma nooo! non dirmi anche questo!
    Pure a te succede a volte di avvertire che fai parte di una narrazione? Che la tua vita appartiene ad un racconto che andrebbe scritto-descritto-fissato nero su bianco, inchiodato ad una pagina...poi qualche istante dopo queta sensazione ...ti viene da scuotere la testa...no è meglio lasciarla scorrere, fluire,... che si adagi sul vento, che sia acqua nell'acqua...
    E in questo eterno oscillare scorre il tuo sguardo e non sai mai se sia meglio l'una o l'altra determinazione.
    E i libri calamita?
    quelli che ti afferrano la vita da un lembo, un bordo, un ricordo, un'immagine, una situazione e te la risucchiano dentro le loro pagine? Certo che esistono e ti costringono a riguardarlo tutto da capo il cammino fatto. E te lo illuminano di tutta un'altra luce

    Ecco una cosa che faccio spesso...provo a guardare ciò che mi accade o mi è accaduto come fossero le pagine di un libro
    Cercare un filo di narrazione che colleghi episodi apparentemene lontani e incoerenti
    Trovare una logica, uno sviluppo narrativo.
    Penare che ciò che attraversiamo sia la trama che qualcuno sta disegnando a nostra insaputa sui fogli bianchi del mondo
    Azzardarsi a pensare che qualcuno ci stia disegnando...noi!proprio noi!... sul bianco di una pagina
    Trovare la traccia di quel disegno Indagando dentro,oltre che fuori...
    E più di tutto "immaginarsi l'immaginazione di quell'essere che c disegna ogi giorno su un paesaggio nuovo, nuovi colori, albe orizzonti e noi li attraversiamo...e spesso diciamo
    E' tutto un meraviglioso mistero...

    Mi piace la pittura per questo smarginare i bordi, travalicare le regole, rendere concreta e reale l'immaginazione

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    1. Che ipotesi terrificante.

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  4. Buona lettura nel week end, se ancora non l'hai terminato

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  5. Grazie, troppo buona!!!!

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  6. P.s.
    Sono Sara, naturalmente!

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  7. Io non mi sono MAI identificata in nessun personaggio di libro letto. Posso averne capito le sensazioni, per averne provate di simili, ma immedesimarmi ed identificarmi, mai successo. Sarà grave?

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    1. Normalissimo, direi.

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    2. Quanto mi amo. Ogni volta che rileggo un mio commento a distanza di tempo scopro che lo riscriverei tale e quale.

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  8. Signorina, ho letto qualche brano: io lo trovo veramente tremendo.

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    1. Le autrici sopravviveranno ugualmente ;)

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    2. Non ne dubito. Mi piaceva capire cosa potesse averci trovato lei. Ma immagino c'entri la nostra differenza di età. Anche se mi stupisco del fatto che, da appassionata di letteratura russa, possa piacerle quello che considero alla stregua di un testo da fotoromanzo.

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    3. Signora, la grande Letteratura è morta da tempo. Questo libro nemmeno ricordo di cosa parli. Sicuramente è stato godibile, evidentemente non memorabile, e i russi non li batte nessuno.
      Ogni tanto anche i fotoromanzi hanno il loro perché.

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    4. Senz'altro. Tra i dodici e i tredici anni ne ho letti un sacco.

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