Perché la parola è vento, principio primo dell'essere, scintilla dell'infinito

mercoledì 14 settembre 2011

Alla ricerca della felicità

James Jacques Joseph Tissot, Le hamac. Etching and drypoint. 1880.

I libri hanno uno strano modo di farsi leggere, per dirmi ciò di cui ho bisogno in un preciso momento della mia vita. Così, nel corso degli anni ho imparato a lasciarmi guidare dolcemente dalla loro volontà (ogni libro ne possiede una propria) di rivelarmisi. 
A questo libro sono giunta per vie traverse, seguendo le briciole lasciate da Pollicino nel bosco. Ci sono arrivata senza pensare che avesse qualcosa da dirmi, qualcosa riferito a me, perché ho seguito la scia di citazioni, che si rincorrono nei miei occhi, tra la moltitudine di testi che sto consultando per la tesi.
Mi son dunque ritrovata sul solito scoglio battuto dal vento, con un piccolo saggio da analizzare con sguardo da studiosa, fino al momento in cui l'autore ha deciso che dovessi considerare un discorso che non ha nulla a che vedere con l'oggetto della mia ricerca. 
Avidamente ho letto la sua posizione su quel che tutti gli uomini cercano e sui modi che essi utilizzano per ottenerlo: "[gli uomini] vogliono la felicità, vogliono essere felici e rimanerlo. Questa aspirazione ha due facce, un fine positivo e uno negativo, da un lato vuole l'assenza di dolore e malessere, dall'altro la fruizione di forti sentimenti di piacere. Nel senso più stretto della parola, la "felicità" viene riferita solo alla seconda cosa."*

Questa felicità positiva, che viene distinta da una felicità negativa intesa solo come assenza di dolore, può essere esperita solo come fenomeno episodico, del cui stato si gode per un periodo limitato. Come sostiene il nostro autore, "Ci sono invece molte meno difficoltà per sperimentare l'infelicità. La sofferenza ci minaccia da tre parti: dal nostro corpo che, destinato a decadere e a disfarsi, addirittura non può fare a meno di dolore e angoscia come segnali di avvertimento; dal mondo esterno, che può infuriare contro di noi con forze strapotenti, inesorabili e distruttive; e infine dai nostri rapporti con gli altri. 
[...] Nessuna meraviglia se, sotto la pressione di queste possibili sofferenze, gli uomini sogliono ribassare le loro pretese di felicità, [...] cioè se ci si ritiene già felici di essere scampati all'infelicità, di aver superato la sofferenza, se nel senso più generale il compito di evitare il dolore relega sullo sfondo quello di ottenere il piacere".

Evitare il dolore: questo è un compito che tutti gli uomini s'impegnano a svolgere, con risultati variabili che non dipendono totalmente dalla volontà e dal desiderio di ciascuno. Potendo scegliere, chi, infatti, rifiuterebbe una vita priva di dolore? 
Leggo delle vie che gli uomini percorrono alla ricerca della felicità e m'imbatto infine in quella che più di altre si avvicina all'idea di felicità positiva. "Intendo naturalmente quell'indirizzo di vita che fa dell'amore il centro di tutto, aspettandosi ogni soddisfazione dall'amare e dall'essere amati".*
Eppure, come la luna ha il suo lato in ombra, anche questa via ha il suo lato oscuro, quello inesorabilmente legato al dolore, perché: "Noi non siamo mai più indifesi contro il dolore di quando amiamo, mai più disperatamente infelici di quando perdiamo l'oggetto amato o il suo amore".*

Possiamo scegliere di seguire due grandi strade alla ricerca della felicità: quella che conduce alla liberazione dal dolore e quella che punta all'ottenimento del piacere. Spesso la tranquillità che si ricava dal non soffrire è una sorta di felicità negativa che però preclude la possibilità di sperimentare le emozioni del piacere. Allo stesso modo i sentieri che si diramano alla ricerca del piacere, possono sì portare ad esperire emozioni piene e intense, ma non ci tengono al sicuro dal dolore: "Per nessuna di queste strade possiamo ottenere tutto ciò che desideriamo".*
Quale via scegliere dipende da noi. A cosa rinunciare dipende da noi. Accogliere il rischio del dolore dipende da noi.
Se non accolgo il rischio, non posso sapere quel che proverò... perché di una cosa sono certa, non sono fatta per vivere una felicità negativa.


* Sigmund Freud, Il disagio della civiltà

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10 soffi di vento:

  1. Aho' sei troppo intellettuale per me!

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  2. cara mi piacciono molto queste riflessioni!
    l'ho sempre detto che la felicità è fatta di piccoli pezzi, piccoli momenti, bisogna sempre godersi il momento perchè poi passano, perchè la vita è giustamente fatta di tante cose, anche di avvenimenti semplici e noiosi, o comunque tristi, o comunque altri..
    Per quanto mi riguarda preferisco alla grande una Felicità vera, di emozioni, anche se ciò comporta il dolore; che una mera e falsa "felicità" surrogata solo dalla tranquillità e dalla certezza di non avere dispiaceri...
    La tranquillità e la serenità certo sono importantissime, ma per vivere non ci bastano..
    Un caldo abbraccio cara, besitos ;>

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  3. @ mammapellona: e se Max non mi dice come posso avere la scatolina dei pensieri felici, preparatevi a post ancora più intellettuali... mi sento così triste che per non pensare devo leggere, quindi leggo e sforno post intellettuali... non so se sono meglio di poesie tristi, perché sto scrivendo anche quelle...

    @ Lolita: come posso darti torto? Mi piacciono molto i tuoi commenti, piccola Lo, ti abbraccio forte forte... ^_^

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  4. Ho cambiato strada da poco. Prima sceglievo la via dell'evitare il dolore. Poi ho capito che non faceva per me. La mia strada è quella della felicità "attiva", dell'amore (in tutte le sue forme) e dei suoi rischi. Non me ne sono pentita finora e non credo che lo farò mai...
    Belle riflessioni.

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  5. che fortuna che era la prima uscita di pollicino e gli uccelli non avevano mangiato le bricioline: accontentiamoci delle nostre piccole felicità da vecchi coniugi che si tollerano mentre coltivano il proprio orticello

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  6. Io il dolore me lo porto addosso comunque... alla fine meglio scegliere la strada dell'amore... in tutte le sue forme.

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  7. ale cara.. non facciamo in tempo a portartela personalmente (la scatola dei pensieri felici) perchè bisogna ordinarla, ma vediamo cosa riusciamo a fare, magari te la spediamo ok?

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  8. Siete i miei angioletti!!! Grazie davvero, fatemi sapere via mail come posso ordinarla, ho deciso che non posso farne a meno!!! ^_^

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  9. http://www.lelfo.it/
    070/662836

    Abbiamo chiamato anche oggi, te l'avremmo portate adesso che veniamo giù/su a Bari.. Putroppo stanno prendendo gli ordinativi e non saranno pronte prima di 15 gg...

    Se vuoi chiama, mi hanno detto che le spediscono tranquillamente...
    Ci avrebbe fatto piacere portartela personalmente... :(

    Max

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  10. Max, siete meravigliosi!!! Grazie di cuore ^_^
    Avrebbe fatto piacere anche a me incontrarvi e forse un giorno ci riusciremo.

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